La biospeleologia del Gruppo Speleologico Piemontese

Scritto da Enrico Lana

Nella tradizione storica del GSP, la biospeleologia ha sempre avuto un ruolo importante.

Parabathyscia dematteisi
Parabathyscia Dematteisi

Già fra i fondatori del Gruppo, negli anni ’50 dello scorso secolo, personaggi di spicco come Giuseppe Dematteis non disdegnavano di raccogliere esemplari della fauna ipogea durante le loro esplorazioni; al suo nome è legato un insetto infeodato nella Grotta di Rossana e nella bassa Valle Varaita, la Parabathyscia dematteisi.

Italaphaenops dimaioi
Italaphaenops Dimaioi

Quando, negli anni ’60, venivano compiute le prime importanti eplorazioni del gruppo su scalette costruite nelle veglie notturne, Marziano di Maio raccolse, nelle profondità della Spluga della Preta, il primo esemplare dell’Italaphaenops dimaioi, un trechino mitico, il più grande al mondo, record che regge ancora al giorno d’oggi nonostante le nuove scoperte.

Doderotrechus casalei
Doderotrechus Casalei

Sul finire degli anni ’60 Antonio Martinotti mise insieme un testo fondamentale, sulla base della bibliografia allora pubblicata: “Elenco sistematico e geografico della fauna cavernicola del Piemonte e della Valle d’Aosta”.
A cavallo fra gli anni ’60 e ’70 entrò nel GSP Achille Casale che cominciò attivamente a ripercorrere i sentieri biospeleologici dei suoi predecessori; così, visitando la Grotta di Rossana, ne trasse fuori il Doderotrechus casalei, un altro insetto sotterraneo endemico del Piemonte.

Canavesiella lanai
Canavesiella Lanai

Achille cominciò a tenere un diario biospeleologico su “Grotte”, il bollettino del Gruppo, con relazioni annuali regolarmente pubblicate; alle sue ricerche nelle grotte della nostra regione si associò negli anni ’80 Pier Mauro Giachino. I due si specializzarono ed oggi vengono annoverati fra i maggiori esperti mondiali del gruppo sistematico dei Trechini (Achille) e Leptodirini (Pier Mauro), gruppi sistematici che annoverano gli insetti più caratteristicamente associati alla vita in ambiente sotterraneo.
A partire dagli anni ’90 fece la sua comparsa in gruppo un personaggio strano ed eccentrico, certo Enrico Lana, che partecipò al corso GSP nella primavera 1992 e subito palesò il suo interesse per gli abitanti del mondo sotterraneo, tanto che già durante il corso stesso gli venne appioppato il soprannome “Baboia” (“scarafaggio” in dialetto cuneese).
Enrico cominciò a lavorare dapprima con Pier Mauro e subito dopo con Achille partecipando attivamente all’attività biospeleologica e fornendo dati e testi per le relazioni annuali pubblicate su “Grotte”. Tirò fuori dalle viscere della terra nel 1993 la Canavesiella lanai e nel 1995 l’Archeoboldoria lanai, nuove specie di leptodirini descritte da Pier Mauro.

Achille cominciò a tenere un diario biospeleologico su “Grotte”, il bollettino del Gruppo, con relazioni annuali regolarmente pubblicate; alle sue ricerche nelle grotte della nostra regione si associò negli anni ’80 Pier Mauro Giachino. I due si specializzarono ed oggi vengono annoverati fra i maggiori esperti mondiali del gruppo sistematico dei Trechini (Achille) e Leptodirini (Pier Mauro), gruppi sistematici che annoverano gli insetti più caratteristicamente associati alla vita in ambiente sotterraneo. A partire dagli anni ’90 fece la sua comparsa in gruppo un personaggio strano ed eccentrico, certo Enrico Lana, che partecipò al corso GSP nella primavera 1992 e subito palesò il suo interesse per gli abitanti del mondo sotterraneo, tanto che già durante il corso stesso gli venne appioppato il soprannome “Baboia” (“scarafaggio” in dialetto cuneese). Enrico cominciò a lavorare dapprima con Pier Mauro e subito dopo con Achille partecipando attivamente all’attività biospeleologica e fornendo dati e testi per le relazioni annuali pubblicate su “Grotte”. Tirò fuori dalle viscere della terra nel 1993 la Canavesiella lanai e nel 1995 l’Archeoboldoria lanai, nuove specie di leptodirini descritte da Pier Mauro.
Troglohypantes Lanai

Poi, seguendo la sua natura “trasversale”, Enrico si è legato anche al G.S.A.M. di Cuneo, lavorando attivamente anche per la scoperta di nuove cavità nel cuneese insieme a Mike Chesta ed altri.
Nel 2001 è stato dato alle stampe “Biospeleologia del Piemonte. Atlante fotografico sistematico” manualetto in cui Enrico raccoglie le foto scattate fino allora nella sua attività di “macro-fotografo” della vita ipogea.
In seguito Enrico ha avuto rapporti, in veste di biospeleologo, con tutte le realtà speleologiche locali del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Insieme ad Achille e Giuseppe Grafitti di Sassari, ha organizzato nel primo decennio di questo secolo le “Campagne di Sardegna”, facendo un inventario fotografico delle entità biologiche sotterranee di quella regione.

Troglocheles Lanai
Troglocheles Lanai

Nell’ultimo decennio il Lana ha collaborato attivamente con aracnologi quali Claudio Arnò, insieme al quale ha pubblicato nel 2005 “Ragni cavernicoli del Piemonte e della Valle d’Aosta; insieme a Marco Isaia, allievo di Claudio, Enrico ha dato alle stampe nel 2011 una importante monografia del Museo di Scienze Naturali di Torino dedicata agli Aracnidi sotterranei del Piemonte.

La collaborazione con Marco e con altri aracnologi europei ha portato anche alla descrizione del Troglohyphantes lanai, interessante ragno troglobio del Monte Fenera e del Troglocheles lanai, un acaro specializzatissimo di grotte cuneesi, descritto dal ceco Miloslav Zacharda.

Duvalius Lanai
Duvalius Lanai

Più recentemente, ritornando con veemenza alle ricerche sul territorio del buon vecchio Piemonte, Enrico ha tirato fuori altre specie nuove, fra cui il Duvalius lanai e la Archeoboldoria sturanii descritti da Achille e Pier Mauro.

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