Campo estivo 2014 – Biecai

Torino, Venerdì 1 agosto 2014

Sei a casa tua a osservare, con rassegnata disperazione, un apparentemente caotico ammasso di oggetti delle più disparate forme e colori.
Alcuni di essi possiedono addirittura un’utilità e sono quelli che più probabilmente verranno lasciati a casa o persi nel tragitto. Altri sono palesemente e ridicolmente inutili, ma non riesci a immaginare la tua vita senza di essi. La categoria più rappresentata però è la terza, quella più infame e giustamente vituperata, gli oggetti “potrebbe servire”.
Gli oggetti appartenenti a questa categoria vivono la loro esistenza tumulati nelle profondità del tuo armadio o della tua cantina, coperti da uno strato di polvere che s’ispessisce di settimana in settimana, a masticare rancore verso chi li ha un giorno scelti dagli scaffali di un negozio e poi sepolti in un abisso d’indifferenza, e attendono pazienti il momento in cui, finalmente chiamati alla loro funzione, potranno rifiutarsi di espletarla, ottenendo così una giusta vendetta.
L’atteggiamento che i singoli speleologi hanno verso tutti questi oggetti dipende dalle loro inclinazioni personali.
I “saggi” si organizzeranno con i loro compagni e porteranno, o faranno portare dall’elicottero, il loro bagaglio con quel senso di pace e soddisfazione che solo moderazione ed efficienza garantiscono.
I “camperisti appiedati”, cui mi pregio di appartenere, nel dubbio porteranno tutto e assomiglieranno a dei profughi di guerra sia nell’aspetto del bagaglio, sia nello spirito con cui lo trasportano.
Gli “avvoltoi” si caricheranno di un tantino meno dello stretto indispensabile e porteranno il loro bagaglio consapevoli di poter trovare cose utili rovistando tra i mucchi di equipaggiamento abbandonati ai lati del sentiero dai “camperisti appiedati”.
Gli “Speraindio” porteranno loro stessi, un cuore fiducioso ed il contenuto delle loro tasche. Si narra che alcuni di essi siano giunti a considerare bagaglio superfluo persino gli scarponi, ritenendo più pratico intrecciare dei sandali da passeggio con i giunchi del lago Rataira.
Pensi a tutto questo, riflettendo sul modo migliore per inguainare nello zaino quella montagna di roba, e devi far presto, che domani si parte per il campo.
Il campo estivo del Gsp quest’anno si fa in Biecai. Aut nihil, aut-an.

Vai all’album

Diario di Campo – Asia Chiabodo

Sulla prima pagina del diario di campo si trova subito una tabella, molto pratica, per valutare la presenza di zanzare. Il CZ (codice zanzara) è così suddiviso:
•    Bianco: assenza
•    Verde: tollerabile
•    Giallo: medio spaccamento di maroni
•    Rosso: insopportabile spaccamento di maroni
•    Nero: si salvi chi può

Giovedì 31 Luglio:

Arrivi: Simonetta, Asia, Arlo.
A sera arrivano a Pian Marchisa Gabutti, Ruben, Igor, Meo, Manzo. Presente anche De Astis in rappresentanza degli amici liguri.
Viene effettuata la preparazione del materiale per l’elicottero.
La stessa sera Meo, Igor e Manzelli tornano a casa.
Stabilita una testa di ponte in terra di Biecai, il nemico colto di sorpresa non riesce ad opporre una solida resistenza.

CZ: giallo

Venerdì 1 Agosto:

Arrivi: nel pomeriggio arrivano Mecu, Nicola e Ube e Cinzia.
L’elicottero, il cui arrivo era atteso per le 6.30, si fa attendere fino alle 11.30, a causa nebbia e rischia di non poter affatto volare. Una truppa attende a Pian Marchisa per caricare ed una in zona campo per scaricare. Tutto il materiale è stato comunque trasportato, il campo viene montato e i materiali organizzati.
Il nemico scatena una poderosa offensiva, tentando di schiacciare la testa di ponte validamente difesa dai nostri. Friday, bloody friday.

Cz: rosso/nero

Sabato 2 Agosto

Arrivi: Igor & Chiara, Leo, Monica, Peppo, Maria Grazia, Meo, Greg, Enrichetto. In serata si aggiungono, da Lucca, Sonny, Thomas, Maria e Giacomo.
Partenze: Igor e Chiara
Attività:
Arlo e Gabutti vanno in battuta in zona alfaA, verso cascatella e James Bond.
Varie ed eventuali: Greg si addormenta nel gias. Temendo possa prendere freddo, il Lovera fomenta la compagnia a sigillare ogni apertura con dei massi. Greg giungerà comunque in tenda alle 3 di notte, alla faccia loro, dove realizzerà che Meo ha un procione intrappolato nella rinofaringe. Passerà la restante parte della notte ad ascoltare i disperati lamenti del povero animale.
Il vento scombina i piani del nemico e concede una giornata di tregua per riprendere le forze.

CZ: bianco

Domenica 3 Agosto:

Arrivi: Selma e Marcolino
Partenze: Mecu, Peppo, Monica, Gabutti
Visite: Robi Jarre, Ivana, Gionfri
Attività:
•    Ube, Arlo, Meo, Enrico, Ruben: trovato un buco (battezzato buco1) aspirante sulla cresta del Ballaur, su di una cengia sulle pareti che danno sulla zona Alfa-B, richiede disostruzione. Arlo trova un secondo buco vicino (battezzato buco 2), con un quarto d’ora di disostruzione su di un P5 che aspira ferocemente (Z2014)
Varie ed eventuali: giro in capanna a recuperare il resto del materiale e sostegno morale ed etilico ai partecipanti della corsa 3 rifugi, tra i quali troviamo Irene, Ubertino e Donda.
Irene, spavalda, rifiuta la birra adducendo insensate obiezioni di natura agonistica. Ubertino, con le stesse motivazioni accetta la birra. La birra per Donda, invece, rientra nella categoria “ultimi desideri”. Rivedremo solo Irene e solo dopo qualche giorno.
Si è ormai entrati nella fase del conflitto che gli esperti definiscono “a bassa intensità”.

CZ: verde /giallo

Lunedì 4 Agosto

Arrivi: Athos, Manzo, Idris, famiglia Cicconetti, Reo e Rea
Partenze: Cinzia
Attività: partecipazione corale in battuta sul Balaur. Rivisti il buco 1 e il buco 2, alcuni si dedicano allo scavo di Q543. Gli altri visitano la zona omega, le Masche e rientrano dal Magu. Trovati 004,005,006,007, situati sulla testata del vallone delle masche. 004 è un magnifico meandro apertosi recentemente in zona Masche alte, è circondato da una conoide detritica e dopo qualche metro è completamente pieno di neve e ghiaccio.
Varie ed eventuali: Straordinaria serata in gias, tanto cibo, vino e risate. Tutta quella confusione finisce per attirare un terribile puma del Marguareis che aggredisce Manzelli, uscito per necessità fisiologiche. Manzo ci lascerà le piume. Per fortuna sono quelle del duvet. Verrà immediatamente ribattezzato “Spiumanzo”, per aiutarlo ad elaborare il lutto.
Greg si addormenta nuovamente nel gias, stesso copione di due sere prima, ma questa volta le vie aeree di Meo ospitano un animale di taglia maggiore. Fonti accreditate confermano che l’indomani il monregalese, soffiandosi il naso, si sia ritrovato un cinghiale nel fazzoletto.

CZ: bianco/verde

Martedì 5 Agosto

Partenze: Selma
Attività:
•    Meo, Leo, Greg, Ube, Thomas, Enrichetto visitano il buco 004, scavano per qualche ora nella neve, arrivando ad uno strato di ghiaccio. In risalita viene rinvenuto e battezzato il buco 008.
•    Arlo, Asia, Simonetta, Athos, Maria Grazia, Marcolino rinforzano il gias nel pomeriggio e vanno alla ricerca di AlfaB19. Sulla via del ritorno vengono disostruiti alcuni interessanti buchi.
•    Igor, Ruben, Reo, Rea, Enrichetto e Nicola: punta di riarmo a Pippi.

CZ: bianco/verde

Mercoledì 6 Agosto

Partenze: Simonetta, Athos
Attività: migrazione verso la zona alfaB. Viene rinvenuto un buco da Marcolino e Chiara, battezzato capodoglio, per la descrizione vi rimandiamo a Grotte 161.
Varie, eventuali e traumatologiche: Una processione di individui attraversa, portando un pesante fagotto di stracci, i grigi lapiaz che contornano l’erboso pianoro dove il Gsp ha installato il suo campo estivo. Ad un attento osservatore non sfuggirà che, pur nel suo miserando aspetto, il fagotto di stracci ha un contenuto non meno miserando: 80 chilogrammi di carne, ossa e caviglie che rispondono al nome di Manzelli Andrea. Il quale, in un bel giorno d’estate, ha deciso che non avrebbe più sottostato ai dettami di una società consumista e decadente e ha ripudiato gli scarponi, scomodi e stretti, a favore di un bel paio di leggeri e ben più pratici sandali. La sua rivoluzione dei costumi si è però fermata davanti ai rododendri del Biecai, noti per il loro spirito reazionario. Una distorsione alla caviglia l’ha costretto a passare il campo spiaggiato su di un materassino. Forse mirava a questo fin dall’inizio.
Viene siglata una tregua con le vampire assetate di sangue. Le ostilità cessano, i belligeranti ripongono l’Autan, è scoppiata la pace.

CZ: Bianco

Giovedì 7 Agosto:

Partenze: Reo e Rea
Attività:
•    Greg, Reo e Rea, Arlo, Maria Grazia, Marcolino scendono 388 e 388bis. Il 388bis è una piccola fessura che prosegue per 8 metri senz’aria. Il 388 è un p10 e chiude su detrito con lieve aria in una fessura rivolta a sud-ovest. Visto anche alfaB20, è senz’aria, toppo su frana. Al ritorno visto anche alfa B3.
•    Thomas e Nicola, il biellese di riviera, riarmano alfaB19 fino all’orlo del P22 e verificano che, fino a quella quota, tutte le finestre danno su pozzi chiusi.
•    Meo, Leo, Ube e i Cicconetti scovano il buco Z293, ritenuto però intransitabile. Verificano la disostruibilità di un buco con aria vicino allo Z407, positiva. Ube visita alfaB6 e lo trova con aria molto debole. Visitano alfaB18, Leo scende a verificare la frana.

Varie ed eventuali: Urissa

Venerdì 8 Agosto:

Arrivi: Selma, Francesca e Irene, Fortino, Badinetto.
Attività:
•    Arlo, Ube, Badinetto, Marcolino, Selma visionano il buco 003 che, pur con l’uso delle maniere forti, si rifiuta di diventare transitabile. Visto anche l’ingresso dei Trichechi, chiuso da neve. Nello stesso nevaio vengono rivenuti 016 (P4 che soffia seguito da un pozzetto che stringe) e 015, un altro buco in cui la corrente d’aria ha forato la neve. 017 è invece il nome di un altro buco, spalmato di escrementi di marmotta, in cui Marcolino si rifiuta di entrare.
•    Thomas, Maria Grazia, Nicola: completano il riarmo di alfaB19. Alla base del P23, che è in frattura, si incrocia… (?)
Varie ed eventuali: Veniamo a conoscenza della modalità con cui Francesca, Irene e Fortino sono giunti al campo. Prevede la verifica di tutti i possibili itinerari, compresi i più demenziali.
Predisponendovi a tale ottica, vi potrà quindi apparir logico tentar di salire in Biecai da Carnino, dove sarete arrivati in appena 6 ore, ed arrendervi dopo venti minuti alla pioggia battente e, rifiutandovi di ceder terreno, montare la tenda sul posto, ad appunto venti minuti dalle macchine, salvo poi, sconfortati dall’assurda piega degli eventi, dopo mezz’ora cambiare idea e smontare la tenda sotto il diluvio, decidendo di tornare verso le macchine al crepuscolo.
Scartata l’ipotesi Carnino, siete ora in grado di effettuare una scelta consapevole, non vi resta che percorrere tutta la val Tanaro, poi percorrere tutta la val Ellero fino a Pian Marchisa, dove infine le tenebre vi precluderanno la salita. Deciderete allora che ne avete abbastanza, ed eleggerete a domicilio per la notte un vistoso furgone giallo. Giungerete al campo il giorno dopo, nel primo pomeriggio, dopo qualche altra ora di piacevole vagabondaggio. Avrete speso una marea di tempo e denaro, ma non avrete più alcun dubbio circa la rotondità del globo terracqueo.
Ora, secondo voi chi vincerà quest’anno il premio orienteering?

Sabato 9 Agosto

Partenze: Selma
Arrivi: Teto, Deborah, Scofet, Gabutti, Ilaria, Cinzia, Maurizio.
Attività:
•    Greg, Enrichetto, Igor: entrano a Pippi per terminare una risalita nella zona tra le Santa Esmeralda e la Forra del Baus. Risaliti di 10 metri e trovata una condotta. Dopo qualche decina di metri di sviluppo la condotta intercetta una frattura che scende per 20 metri fino a raggiungere l’acqua, da concludere l’armo causa esaurimento corde. Debole aria soffiante.
•    Chiara, Marcolino, Thomas:  punta ad AlfaB19, sceso un pozzo-frattura di 35 metri con grossa frana all’apice, il pozzo stesso termina su frana. All’uscita viene abbinato il disarmo.
•    Maria Grazia, Ilaria, Lucido, Scofet, Teto, Deborah disostruiscono l’ingresso di Trippy. L’ingresso viene armato e Maria Grazia scende, trovando uno scivolo con detrito cui fa seguito un pianerottolo dove ci si trova davanti una spaccatura con poca aria.

Domenica 10 Agosto

Arrivi: Vittorio, Saretta
Partenze: Meo, Ruben, Badinetto, Maria Grazia, Ilaria, Leo parte a sera
Attività:
•    Teto, Lucido, Enrichetto, Maurizio, Deborah, Vittorio: scavano trippy ter, ha poca aria.
•    Chiara, Leo, Greg: a Piccola Pb per manzare la strettoia finale.
•    Arlo, Ube, Cinzia, Marcolino, Thomas: Giro in Masche, scesa O-carina, nessuna novità.

Lunedì 11 Agosto

Arrivi: Alessandro, Ugo e Nicola dalla riviera toscana. Stefania da Torino
Attività:
•    Lucido, Scofet, Deborah e Idris a Trippy, continuano lo scavo per un metro circa.
•    Marcolino, Igor, Greg, Vittorio: nel pomeriggio cominciano lo scavo ad “E pur si muove”, buco con aria ad una ventina di metri dal campo. In poche ore vengono tolti circa due metri cubi di roccia, si apre ed Igor e Marcolino scendono ad armare. Trovano un P5 che dà su una frattura, dopo uno stretto passaggio ci si ritrova in una sala 10×10 con un arrivo che termina su di un camino di 10 metri di altezza. A lato della frana si apre un pozzo di 15/20 metri con aria aspirante.
•    Arlo, Ube, Cinzia: trasporto di una parte dei materiali in capanna.
•    Chiara, Enrichetto, Greg: nuovamente a Piccola Pb, viene allargato il fondo e passata la strettoia, continua nello stretto.
•    Thomas, Maurizio, Teto: punta a Pippi, risalita alle Myosotis. Thomas risale la via principale per una ventina di metri, continua con un altro pozzo sotto stillicidio con apice di dimensioni ridotte. Teto compie una risalita parallela, trovando 2 fix.

Martedì 12 Agosto

Arrivi: Badino, Manuela (Martel), Nicola, Evelin, Margherita e Ivano. Passano alcuni membri del S. Giorgio a recuperare del materiale.
Partenze: Ube, Cinzia
Attività:
•    Scofet, Teto, Gabutti, Deborah, Asia, Arlo: continuano la disostruzione di Trippy, togliendo circa 1 metro cubo di materiale. Sempre poca aria.
•    Francesca, Enrichetto, Stefania, Greg, Chiara, Igor, Saretta, Irene, Luca, Anna, Idris, Silvia, Lorenzo: giro a Piaggiabella ed in capanna.
•    Maurizio, Vittorio: a “E pur si muove” viene armato un pozzo da 16. Sul fondo una frattura ortogonale alla cui sinistra viene disostruito un passaggio che conduce ad un camino ascendente di 5/7 metri di ampiezza, per un’altezza di più di 20 metri. Viene eseguito il rilievo.

Mercoledì 13 Agosto:

Partenze: Enrichetto, Saretta, Vittorio.
Attività:
•    Teto, Deborah, Nicola, Lucido: approfondito Trippy ter di un metro e mezzo. Aria forte soffiante.
•    Giovanni va a catturare ragni alla Gola del Visconte e a Caracas.
Varie ed eventuali: Urissa

Giovedì 14 Agosto:

Arrivi: Leo, Stefano, Ilaria, Lia, Irene, Fabio.
Partenze: Arlo e Asia
Attività:
•    Giovanni, Maurizio, Stefania, Lucido vanno a disostruire la strettoia finale di “Eppur si muove”si fermano su di un pozzettino, ma per passare serve ancora disostruzione.
•    Idris, Lorenzo, Silvia, Luca, Anna, Chiara fanno un primo giro per lo smontaggio del campo
•    Andrea, Francesca, Irene, Greg e Deborah vanno a fare un giro panoramico
•    Igor, Marcolino, Nicola (GSMV) ed Evelin (SPG) a Pippi, a valle della Forra del Baus. Passano da Fangloria, scendono il pozzo finale che porta ad uno dei camini della Forra. Viene traversato il pozzo che si getta nella zona del Rio Avec ki. L’aria pare arrivare dalla forra, percorrendo il ramo alto con conformazione freatica, per poi gettarsi nei camini che portano verso la Zona della risalita di Andrea e, in parte, nel ramo Fangloria. Viene anche rivisto il ramo Fangocitosi Ipotermica che chiude dopo 10 metri su un sifone, la cui acqua non è quella della forra. L’aria arriva da a monte del sifone. Disarmato.
•    Thomas, Teto vanno a Pippi, alle Myosotis. Risalgono per 40 metri, arrivando alla base di un camino che risale per almeno altri 30 metri con diametro all’apice di quattro metri. Presenta aria ascendente ed è alto 65 metri dalla base delle Myosotis. L’aria alla base è invertita, si dirige verso ingressi bassi ed esce da un piccolo passaggio molto bagnato posto alla base delle risalite. Disarmato.
•    Scofet, Manuela (Martel), Alessandro, Ugo, Nicola (Camaiore) vanno a Pippi, alle Mortal Kombat. Scendono il pozzo finale, di 10 metri che porta su di una cengia che, da un lato scende per una quarantina di metri di lunghezza con un’inclinazione di 45 gradi tra i massi ed ha la base toppa, dall’altro lato dà su di un camino con aria uscente. Viene anche sceso il pozzo a metà strada, toppo, ma che prosegue verso l’alto con un camino risalibile che porta acqua ed aspira aria, c’è inoltre un passaggio sopra il pozzo, con una fessura tra massi disostruibile con aria che giunge da ingressi alti.

Venerdì 15 Agosto

Arrivi: Monica, Peppo, Mecu, Lauro.
Partenze: Giovanni, Maurizio, Francesca, Irene, Greg, Stefania, Fortino, Irene, Fabio.
Attività:
•    Chiara, Stefano, Leo a E pur si muove, superano la strettoia, arrivando ad una frattura molto grande con due camini ascendenti e due pozzi discendenti. Si fermano per mancanza di corde.
Varie ed eventuali: A sera Leo festeggia, non si sa bene cosa, ma festeggia. La sua tenda viene ribattezzata “villa Certosa” per l’occasione.

Sabato 16 Agosto

Attività:
•    Teto, Deborah, Thomas, Lauro a Eppur si muove; scendono uno dei due pozzi, entrando in Pippi. Giunzione! Secondo la poligonale di compass, sembrerebbe nei Frattali. Deduzione che scopriremo però essere sbagliata, come la poligonale…
•    Tutti gli altri partecipano allo smontaggio del campo oppure si avviano in capanna.

Domenica 17 Agosto

Il campo si conclude, vengono smontati e trasportati gli ultimi materiali.

Torino, Venerdì 15 Agosto 2014

Seduto, quasi nella stessa posizione di due settimane fa, ti trovi ad osservare lo stesso caotico ammasso, nello stesso punto della stanza.
I colori sono spenti, il mucchio è più piccolo e afflosciato su se stesso.
In questi momenti è facile riconoscere gli oggetti inutili. Sono perfetti, non un graffio o un granello di polvere. Il pensiero di disfartene ti attraversa la mente ma non ci credi davvero, sai che li rimetterai al loro posto, dove li ritroverai l’anno prossimo. Provi quasi una sorta di gratitudine nei loro confronti: non hanno bisogno di lavaggi o manutenzione e probabilmente non ne avranno mai bisogno, servono solo a fornire, con il loro peso e volume, un’impressione di stabilità e sicurezza.
Questa è l’arte del superfluo, il ritagliarsi un ruolo inutile per il quale essere indispensabili, e l’unico trucco per svelarlo è osservarne l’immutabilità. Il superfluo, al variare di necessità e bisogni, è sempre uguale a se stesso, fa parte del paesaggio, non della vita.
Gli altri oggetti sono stanchi, usurati e sporchi. Alcuni di loro torneranno nell’armadio, altri in cantina. Pochi verranno sostituiti, perché troppo malandati, la maggior parte subirà una sbrigativa pulizia e un rapido controllo e si metterà ad aspettare che una telefonata o una riunione del gruppo li richiami in causa, a vivere e consumarsi.
Così funziona il mondo degli oggetti e, in fondo, anche una parte di noi.

Federico Gregoretti sulla stesura del diario di campo di Asia Chiabodo