Campo estivo 2009 – Mongioie

Campo 01-12 agosto 2009: Mongioie

Scritto da Athos

Un campo che fra le molte facce ne vede emergere particolarmente due: quella della convivialità e quella dell’attività: quest’ultima no ha dato certo grandi risultati, ma è stata costante ed ha visto ogni giorno sempre due-tre squadre impegnate sui vari fronti; segue descrizione. Del lato “umano”, si parlerà in fondo.

Luglio vede alcune battute conoscitive e il trasporto di parte del materiale nel luogo scelto: la dolina di N’goro N’goro, splendido plateau erboso a metà dei versanti settentrionale del Monte Mongioie (CN). Dal primo agosto inizia il campo, che vede una allegra accozzaglia di giovani e meno giovani speleo piemontesi, liguri, romani, toscani dedicarsi a diversi fronti. Sommariamente si può dividere il lavoro in varie zone:
MONGIOIE SETTENTRIONALE, con lo scavo e la verifica di numerose cavità, particolarmente vicino al Passo delle Scaglie; alcuni lavori sono tutt’ora aperti (2011). Le cavità interessate sono state posizionate con GPS.
ZONA CIMA BRIGNOLA e RASCHERA, dove il reperimento di alcune cavità e il successivo scavo ci porterà in occasione della prima nevicata dell’inverno 2009 a salire dal versante Prato Nevoso-laghi della Brignola per chiudere con lamierina l’ingresso, cosicché non si riempia di neve; lavoro ancora aperto (2011). Delle cavità viene altresì eseguito il rilievo e il posizionamento GPS. Grotte principali: “Terra Cava” e “Romina”.
VERSANTE TRA GRUPPETI E CAMPO: dopo il ritrovamento a luglio della perduta grotta G1, una squadra di giovani neofiti si copre di gloria superando il vecchio “fin” esplorando una nuova parte di grotta. Purtroppo un nuovo “fin”, dopo un bel salone concrezionato, pone termine alla cavità. Viene anche rivisto B19/Avvoltoio, da sempre bloccato da ghiaccio, senza però novità.Una cavità con aria viene altresì scavata nei pressi dell’abisso Gruppetti, ma il lavoro sembra immane rispetto alla poca corrente d’aria. Idem per un buco poco a sud del campo, trovato a luglio.
BIG SUR, viene rivisto per fare un traverso -riuscito, ma già noto- però una piena causataa da improvviso nubifragio esterno rende vana la punta. Si invita a continuare il traverso dopo “Vicolo Cannery” oltre il punto raggiunto.
CIMA COLME, battute e rivisita di alcune cavità. Nulla da segnalare.

Come accennato poco sopra, il lato della convivialità, del vivere insieme in un posto lontano dalla civiltà, dalla Babilonia quotidiana è stato uno dei più belli degli ultimi anni. Nessuno scazzo, molta allegria, un gias che alla sera si riempiva di facce vecchie e nuove, ma soprattutto di risate fino a tarda notte.Momenti magici che si fanno ricordare sono le bevute della prima sera, per inaugurare; i profumatissimi funghi raccolti da Meo e cucinati la sera; il gias ecosostenibile che dava luce e ricarica batterie quasi solamente coi pannelli solari e l’attenta gestione; le urisse passate a contare quanti secondi fra lampo e tuono (e la paura quando il tempo era meno di un secondo e il tuono faceva tremare i polmoni!); cena in cima al Mongioie in attesa di veder spuntare la luna, poi il ritorno nella nebbia guidati dalla musica dei Lou Dalfin; la cagnetta Peggy che oltre a fare strage di cuori fra i cani pastori, fa il salto evolutivo e si dimostra più intelligente dei Sapiens… Un momento che molti mi dicono ricordare con emozione è il concerto dei Pink Floyd. Sì, abbiamo avuto il concerto dei Pink Floyd (quelli veri, non una cover band) su un palco di calcare, ma per saperne di più, dovrete venire in riunione o leggere Grotte!

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