Esplorazioni 2006

SCIACALLI

Capitolo secondo. Mentre gli imperiesi continuano a lavorare in zona brutta donna, l’attività gsp si sviluppa su tre fronti principali. Il primo nel ramo CheSturia dove si finisce la risalita cominciata lo scorso anno, si conquistano altri venti metri ma si scopre che il camino stringe inesorabilmente. Il secondo nei rami in punta al Droctulft già visti negli anni passati, dove si trovano alcuni punti con aria che necessitano disostruzione. Terzo ed ultimo in brutta donna dove, passata una frana, si trova una bella galleria freatica di una ventina di metri che si schianta su un sifone di fango. Lo scavo, già cominciato, necessita di ulteriore lavoro.

ABISSO PARSIFAL

Agosto

Il campo estivo, svolto in zona, permette di chiarire numerosi dubbi nella zona delle gallerie di -50, un grosso lavoro di disostruzione permette di allargare il meandro Fistre, permettendo di scendere il pozzo (visto a luglio) ed esplorando un meandro attivo per un totale di 200-300 metri.

Tali gallerie però non vanno nella direzione sperata (verso il centro della conca delle Carsene e quindi verso il Cappa) ma tornano verso la forra di Avalon che sembra non lasciare speranza di una prosecuzione.

Luglio

Dopo una divertente disostruzione si scende il pozzo Diofà che però collega al pozzo Sepà poco distante.

Contemporaneamente si scende il primo approfondimento della forra, sul fondo chiude inesorabilmente ma restano due finestre a dieci metri di altezza da prendere.

Sempre nella stessa punta un’altra squadra torna a Fistrè, date le ridotte dimensioni del meandro solo Nik e Luisa riescono a passare, fermandosi su un pozzo stimato introno a trenta metri.

BUCO DELLE VIPERE

E finalmente a Gennaio siamo riusciti a tornarci… Dopo il meticoloso lavoro di scavo e disostruzione, che ha reso più facilmente transitabile la via verso il fondo, sgusciando come anguille dietro l’ultima strettoia siamo riusciti a fare la seconda giunzione con la Grotta elle Turbiglie!

BUCA SOTTO LA STRADA (Pian delle Fioba – Massa Carrara)

Nel mese di aprile diverse punte di scavo e disostruzione sono state fatte per allargare la strettoia a -50 e poter finalmente scendere il pozzo che si sente al di là di questa. Dopo un paio di mesi di pausa il lavoro riprende e si spera che si riesca a passare; ma come sempre stringe e l’aria si perde.

PIAGGIA BELLA – CAMELOT

Il rincoglionimento che incombe rende necessaria, in Maggio, la riesplorazione delle Camelot, scoperte circa 20 anni fa, come seconda via verso il collettore dei Piedi Umidi. Nel mese di Agosto la punta congiunta con i Bresciani permette sia di setacciare accuratamente la frana nella parte alta della sala delle Camelot che di armare il traverso in cima alla risalita GSP’82. Il traverso porta ad un meandro alto 40 m che ributta sulla via di Jean Noir; rimane ancora da risalire e vedere la parte alta del meandro. In Ottobre una gita con rastrellamento generale di tutte le gallerie fino ai Piedi Umidi ha portato fino alla Liaison per controllare l’armo della cascata.

NEVADO RUIZ – Passo delle Mastrelle (Marguareis)

La revisione della grotta in Luglio fino alle risalite fatte nel 1985, per saggiare l’aria, ha dato un esito impietoso. Con la coda tra le gambe si decide di disarmare.

BORNA DU RAN, VALSAVARENCHE (Aosta)

Rivisitazione e rilievo dei circa 200 m di freatico (esplorati in parte dal GSVA qualche anno fa) di questa bella grotta della Vallée. Abbiamo superato uno dei vecchi fondi, che continua stretto ma con forte aria: sarà necessario scavare ancora, per passare. Ma per andare dove?

F5

In settembre il salone sopra la risalita fatta nel 2002 viene passato a pettine, rivoltato come un calzino setacciato da cima a fondo… nulla di nuovo. Con le famose “pive” nel più famoso “sacco” si disarma la grotta fino alla sala dei materassi.

PIS DEL DUCA

Come ultimamente capita in questo infausto mese di Settembre la rivisitazione porta al disarmo.

GO FREDO

Partecipazione alcuni rappresentanti del GSP alla punta baraonda per il disarmo della grotta da -800 a -500.

ABISSO BACARDI – Prato Nevoso

Una punta congiunta con il GSAM ed il GGN va ad osservare una fessura con aria, posta al seguito della zona dei saloni di -350.

GOLA DEL VISCONTE

In novembre in previsione delle copiose (?) nevicate invernali si decide di chiuderne l’ingresso.

MORGANA – Monte Fenera

La più bella grotta del M. Fenera viene riarmata e rilevata nella parte oltre il Pozzo ad “U”. Prosegue anche lo scavo nel freatico finale, che dopo un inizio in discesa sempre ora iniziare a risalire (Mmm puzza di sifone).

GROTTA DELLE ARENARIE – Monte Fenera

In Dicembre vengono rivisti i condotti finali che si sviluppano nella zona finale della Forra Fossile ed esplorata una frattura che riporta sulla medesima. Il superamento di una strettoia in concrezione, vecchio limite del più importante di questi condotti, non porta a nulla: la strettoia, infatti, chiude.

VAL TANARO (Settore sopra all’Arma del Grai)

La ricognizione esterna ha permesso di trovare tre nuovi buchetti: S10, S11 ed S12; quest’ultimo costituto da un pozzettino di circa 5 m che termina in un meandrino lungo non più di 6 m e largo 50 cm che, ovviamente, chiude.

MONGIOIE

Giringiri in esterno alla ricerca dell’ingresso delle Frane.

CAPANNA SARACCO-VOLANTE

Nel mese di Giugno un intero fine settimana ci ha visto come protagonisti nelle vesti di muratori/pittori/catramatori e telefonisti per riportare il nostro “piccolo-grande rifugio” agli antichi splendori.

MONTE SCALABRINO E MONTE GALERO

Trovati tre nuovi buchi

ROCCA CASTELLO (MONDOLÈ)

Una gita congiunta GSP-GSG porta alla scoperta ed all’esplorazione(?) di “Altavista” che pensa bene di chiudere su neve a -60.

MIRAUDA

Un giro in battuta fino alla Labiaia con ritorno verso la Barmassa porta alla luce un bel buchetto in parete. Per la sua esplorazione futura sarà necessaria un corda.

SELLE DI CARNINO

La battuta in esterno ha portato allo scavo di due buchetti ubicati oltre le Selle (salendo a sinistra verso il Colle dei Signori) più o meno sotto le pareti del Ferà. Sul primo stendiamo un velo pietoso, per quanto riguarda il secondo invece (ubicato poco al di sopra dell’altro) appare come un inghiottitoio senza aria che potrebbe essere interessante continuare a scavare.

PALANFRÈ

Esplorata una grottina al fondo di una dolina ubicata in un pianoro al di sotto del Monte Colombo. Il condottino iniziale, lungo qualche metro, entra in un bel meandro che prosegue sia a monte, dove si restringe e sembra che tenda verso l’esterno, che a valle in una frana con aria ancora da disostruire.

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