Una lettera dagli USA (Grotte 98, 1988)

di Alberto Gabutti

Ciao, come ve la passate?

lo sono qui, da un punto di vista speleo sto totalmente marcendo, sono andato qualche volta in grotta con ‘sti coglioni del Windy City e tutte le volte è stato un disastro. Grotte che in Italy fanno cagare l’anima, dove ci vai giusto a Natale quando devi portare l’amico sfigato che vuole sperimentare la speleologia, qui vengono considerate di estrema difficoltà e per partecipare alle uscite bisogna compilare moduli, fare telefonate etc etc.

Totalmente assurdo e disgustoso, una cosa come i Dossi, è “l’abisso”. Domenica scorsa sono andato in un buco di culo, con tanto di muta e preregistrazione; venivano descritti passaggi difficili “con l’acqua fino al collo”, ed una lunga permanenza in grotta (5 ore scarse), insomma il top dei top! In realtà si sguazzava in acqua putrida in mezzo a immondizia di varia natura per percorrere 500 metri di grotta, bagnarsi e tornare a casa dicendo “just great, good time”, e stronzate del genere.

Ah ho letto la recensione di Terranova su “on rope”, che ovviamente qui è la bibbia!, e devo dire che hai perfettamente centrato il problema. Le poche volte che si usano attrezzi, mai in grotta perché qui sono rigorosamente orizzontali, la verticale più vicina è in Georgia (10-12 ore di auto!), dicevo quando si fanno le cose tipo palazzo a vela, tutti si esibiscono in incrodamenti che in alcuni casi toccano l’ora e quando gli mostro che si possono fare le cose in modo più furbo e meno devastante, rifiutano ogni discussione, mi dicono che queste sono tecniche europee e mi guardano con la superiorità di chi sa quale è la giusta via!

Quando si dice popolo di scemi!

All’inizio mi era venuta voglia di scrivere qualche cosa sulle mie “esperienze speleo” degli ultimi mesi, poi fatto l’esame di coscienza, e visto la scarsezza delle cose da dire ho scritto ste quattro cazzate.

Allegate agli atti processuali ci sono alcune foto scattate nella Mammouth cave, a testimonianza di tale squallore.

Eh la Vai Corsaglia idilliaco posto!

M ah, spero di rivederla presto very soon.

Vi siete mai domandati chi sono gli idioti che usano i gibbs? L’allievo sprovveduto che è stato fregato da qualche bottegaio troppo scaltro, o il vecchio nostalgico? No, no, sono loro i figli di Rambo! Belli, due su tre con la panza, sprovvisti di qualunque cultura speleologica, e non, lo guardano con devozione, ne parlano solo bene, e lo usano di rado. Chi i segaioli! No non fraintendete, si sta parlando dell’ascender, il metallo giallastro ed il cordino rosso, l’unica fede, dopo la bandiera of course.

La situazione speleo a Chicago è un disastro, il peggiore pataccaro qui fa la figura dell’eroe, si va in grotta una volta ogni due mesi, e vista la scarsezza di calcare, dopo 6 o 7 mesi hai fatto il giro di tutte le “caves”. Dopo o ripeti il tour, o cambi sport, o diventi uno “speleo da congresso”, ti cresce la panza e… acquisti un bel posto al sole nel gruppo!

Io mi sono praticamente rotto le palle ed il culmine di tale disgusto è stata la Mammouth Cave. E questo vi sorbite!

Uno pensa: beh non male, il nome mette rispetto, e chissà quante cose ci sono da fare e da esplorare nelle centinaia di chilometri underground. Verissimo, ma se vai in grotta con il Ranger (si proprio lui quello dell’orso Yoghi), poveretto hai bell’e che finito prima di entrare.

L’impatto con la grotta è un trauma, si entra nell’ennesimo parco naturale con la casetta finto stile alpino, le strade ingorghe di pullman e turisti, e si guadagna “l’ingresso” situato in un posto assurdo fedele ricostruzione della hall di un aeroporto. Video annunciano gli orari dei prossimi tour e una schiera di Ranger con il cappello indirizzano i turisti ai gates. Inizia la nausea, ma pensi queste merde sono turisti noi no siamo speleo, per noi sarà diverso.

Vieni gentilmente accompagnato in una saletta per cambiarti, potresti essere dal tuo dentista! lo squallore è lo stesso. Vestito di tutto punto, accedi nella hall, dove sti buzzurri ti guardano come un’attrazione compresa nel biglietto.

A questo punto se non fosse per le 10 ore di auto che hai fatto per venire qui, te ne andresti a casa a piangere in silenzio. Ed invece no, vai a pagare il biglietto!! Prezzo ridotto of course, perché sei uno del giro, ma paghi.

Altra curiosità, non puoi usare l’acetilene, perché si sa inquina, quindi ti viene fornito elmetto da cantiere e luce elettrica. Un altro prodotto made in USA!

Come si fa ad andare in grotta da sfigati anche quando potresti non esserlo? Semplice, usi una fioca luce giallognola che dopo due otre ore ti lascia cieco! Quanti hanno provato la dolce esperienza delle tenebre rotte dal fascio dell’elettrico con la pila scarica? Credo tutti, ma quanti lo usano come sistema di “illuminazione” permanente ed unico? Solo loro, belli e contenti!

Le lacrime iniziano ascendere, con dignità certamente, ma scendono. Per fortuna ci viene risparmiato l’ascensore, ma ci sciroppiamo un giro sul pulmino stile scuolabus, fino ad un ingresso secondario. Dimenticavo, sul bus c’è il bigliettaio che timbra il biglietto (of course we are in the states!).

La permanenza in grotta è prevista di lunga durata, 6 ore scarse! Mi insospettisco quando vedo la nostra guida (compresa nel prezzo): è ovviamente un fottutissimo Ranger con un perfetto andi da vaccaro.

Ritornate per un attimo ai cartoons di Yoghi e Bubu, prendete il Ranger, toglietegli il cappello emettetegli un casco giallo, ed è lui la nostra guida.

Si inizia con una scalinata in cemento per arrivare ad un trail in cemento, per passare in uno stretto passaggio, dove ci viene spiegato che qui i turisti non passano, solo gli speleo possono! Segue altro cemento, altro trail ed infine un inconfondibile odore di pop-corn e chili. Cosa sta capitando? Siamo finiti in un Burger King? No tranquilli, è solo il M c Donald all’interno della grotta! Si, dico, all’interno, così il turista stanco ed affranto può rifocillarsi con la sua merda preferita! That is too much, dice Carmen, io la guardo con infinito rispetto! Meno male che l’acetilene inquina, cuocere hamburger, hot dog, patate fritte no! Il Mc Donald è aperto anche agli speleo, senza prezzi di favore questa volta, e tutti i giovani e rampanti rambo in tuta e stivali si precipitano ad ingozzarsi.

Chiedo al Ranger, ma le esplorazioni chi le fa? Lui mi risponde da perfetto carabbiniere che esiste una apposita commissione che sovraintende alle attività esplorative dal sonante nome Caves Research and Survey. Mi inchino profondamente e mi prometto di approfondire. Per fare parte della “commissione” bisogna compilare un modulo, avere più di 18 anni, ed una dimostrabile esperienza speleologica alle spalle! I moduli vengono venduti alla borsa nera all’interno del Windy City Grotto, come se fossero la chiave per accedere al paradiso.

Ora mi sto struggendo nel dubbio: potrò farne parte o no? Se avete delle idee, no no calmi si sta parlando di cose serie, dicevo, fatemelo sapere se pensate che sia adatto al grande passo!

Ciao Alberto.