V. V. & F. O. (Grotte 40, 1969)

di Beppe Dematteis

Non tutto può essere connesso con tutto nel mondo in cui viviamo. Ma ogni cosa può essere connessa con qualsiasi cosa. (J.R. Openheimer)

Antefatto.
Qualche anno fa, durante una visita a Piaggia Bella il Visconte mi introdusse presso il suo misterioso popolo ipogeo, in cambio di avergli riequilibrato la cavalcatura preferita, un pipistrello, chè Actis gli aveva attaccato a un’ala un anello del Museo Civico di Genova e da quel giorno sbandava terribilmente. Le sensazionali scoperte che feci in quell’occasione furono oggetto di una memoria, finora rifiutata dalle riviste scientifiche a cui l’ho inviata e che riassumo qui di seguito.

Una nuova teoria speleogenetica.
Nelle due zone sovrapposte del sistema carsico Piaggia Bella – Fascette, la zona vadosa o di percolazione (sopra) e quella freatica o sommersa (sotto), vivono due popoli di piccoli individui con caratteristiche umane (come il Visconte appunto): i V.V. (= vertical vadosi) e gli F.O. (= freatici obliqui). Il loro comportamento è quasi antitetico, hanno in comune solo il fatto di cibarsi del bicarbonato di calcio delle acque sotterranee. I V.V. per questo fatto si ritengono causa della formazione delle grotte vadose, che considerano come il prodotto della loro civiltà e come loro proprietà assoluta. Essi riconoscono come Ente Supremo la forza di gravità (come certi popoli di superficie il Sole), di conseguenza identificano la perfezione con il portamento eretto e con la forma verticale dei condotti ipogei. Dire cosa pensino gli F.O. è, come si vedrà, impossibile, ma certo non riconoscono nessun Ente Supremo, per cui i loro condotti sotterranei hanno le forme e le inclinazioni più svariate.

E’ facile capire come questi fatti, rispondendo perfettamente alla realtà morfologica osservabile, possano risolvere molti punti oscuri della teoria sulla formazione delle grotte. Ma non è di questo fondamentale problema scientifico che voglio trattare qui, quanto piuttosto delle impressioni che ho riportato durante il mio incontro con i V.V. e gli F.O.

Incontro con i V.V.
Il Visconte mi introdusse dunque in una saletta dove fui ricevuto da alcuni V.V. seduti in cerchio sul bordo di una marmitta (s’intende di erosione). Uno di essi particolarmente autorevole, il rev. Pelo Libero, mi diede tutte le informazioni qui riportate. Durante l’intervista fui causa involontaria di una discussione metafisica. Il rev. Pelo mi diceva del suo popolo: noi siamo un popolo vadoso e quindi profondamente gravitazionale, da noi l’obliquità non è ammessa. Balle, disse il Visconte, di roba obliqua ce n’è anche qui, eccome. Il nostro amico, mi spiegò amabilmente il rev., riferendosi al Visconte, è un modellò di verticalità, per così dire innata; poiché disprezza la cultura, non ha sentito l’ultimo discorso del Magnifico Duecateti alla TV sul tema: è l’asse che conta. Infatti la verticalità (o l’orizzontalità, anch’essa ammessa, come necessario suo complemento in uno spazio tridimensionale) si misura sull’asse maggiore del poliedro circoscritto alla cavità… Scusi, ma vorrà dire inscritto, interloquì certo Rhum-Pa-Ciap, che si era unito al gruppo. Circoscritto ! ribadì indispettito il rev. Ma è assurdo… eh se no… aveva cominciato il povero Rhum, ma il presente Commiss. Lamatraque lo accusò di flagrante apologia di obliquità, e lo sospinse in un polizei-pip lì presso ancorato, che tosto spicco il volo. Insomma un lato obliquo non vuol dire niente, concluse Libero Pelo. Il Visconte taceva per niente convinto e il rev. da questa sua tacita approvazione prese lo sprint per così continuare: qui c’è il massimo ordine e la massima libertà, come ben avete capito anche voi eliofili, che parlate infatti di ‘caduta libera’, ‘acqua a pelo libero’, ‘discesa in libera’, etc. come caratteristiche del nostro vadoso ambiente. Questi erano concetti del tutto nuovi per il Visconte, che quindi non vi prestò attenzione e con una scusa si accommiatò dalla compagnia per condurmi nel suo castello, di cui dirò un’altra volta, premendomi ora di passare all’

Incontro con gli F.O.
Esso mi fu procurato dal figlio idrofilo del Visconte, recentemente dichiarato semi-infermo di mente perché dedito ad immersioni subacquee (tutti matti i figli del Visconte). Raggiunta la zona freatica e iniziata l’immersione, mi trovai circondato da F.O. muoventisi in ogni direzione e nelle pose più strane, proferenti motti sconclusionati. Tentai di parlare con qualcuno, ma i pochi che risposero alle mie domande lo fecero in modi incomprensibili, che vanno dalla pernacchia alla citazione di Buddha, all’offerta di pisoliti. Poiché questa gente mi è parsa priva di ogni principio di razionalità, riferirò quanto ho saputo di loro dai V.V. (invero non sempre obiettivi).

Altre notizie sui due popoli.
Quando c’è piena e l’acqua cresce a sommergere temporaneamente parte della zona vadosa, gli F.O. la occupano e vi si abbandonano ai loro eccessi, con grande sdegno dei V.V., che la considerano di loro proprietà. La cosa è drammatica, perché quando capita il contrario durante i periodi di magra, l’abbandono di parte della zona freatica in mano ai V.V. lascia gli F.O. completamente indifferenti; i V.V. per vendicarsi organizzano cacce (o forse meglio pesche) di F.O., che considerano alla stregua di animali. Ed ecco perché, ogni F.O. cerca di non ripetere mai ciò che è già stato fatto o detto da lui o da altri , il che, se esclude questa norma generalissima, comporta l’ assenza assoluta di leggi e regolamenti e l’astensione rigorosa da ogni forma di ragionamento logico. D’altra parte alcuni scienziati V.V. con pazienti indagini statistiche hanno dimostrato che, a dispetto dell’apparenza caotica, il comportamento degli F.O. segue senza volerlo leggi ben precise, riconducibili al principio del minimo sforzo. Questo fatto, unito all’assenza di manifestazioni razionali, fa ritenere ai V.V. che gli F.O. non arriverebbero mai neppure a capire il supremo principio morale dei 90° e suoi multipli, insomma che non siano esseri umani e che quindi possano essere sterminati. Per scrupolo riferirò ancora tuttavia certe idee che circolano tra gli intellettuali di sinistra V.V. Sostengono costoro che gli F.O., pur con un deplorevole comportamento, sono gli unici capaci di dare inizio alla formazione di quelle cavità, la cui riduzione in segmenti verticali e orizzontali (dopo che sono emerse dalla zona freatica) costituisce l’imperativo categorico dei V.V., gli F.O. andrebbero quindi protetti, perché se per disgrazia questa fauna si estinguesse, in breve la marcia trionfale del progresso verticale percolatorio si arresterebbe per mancanza di materia prima. I V.V. che sostengono queste idee sono però sospetti di filo-obliquità e ogni tanto polizei-pip tradotti. Personalmente non so a chi dar ragione: invero anche secondo Bretz tutte le grotte prima di assumere una morfologia vadosa gravitazionale attraversano una fase freatica. Ma quello che lascia più perplessi è che gli F.O., privi come sono di saldi principi goniometrici e in stato di permanente e assoluta entropia sociale, continuino cionondimeno a vivere senza preoccupazioni, dediti solo alla loro naturale litofagia e, beninteso, alla riproduzione. Esiste dunque la Provvidenza ?

Conclusione.
Dei due i V.V. sono più simili a noi.