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| Due ciuchi e una Capanna – qualcosa di nuovo sul fronte sudoccidentale |
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| Scritto da Irene Borgna | |||
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“Raglio d’asino non arrivò mai in cielo”, dice il proverbio. Bella cazzata. Questa volta la tromba bitonale asinina è giunta laddove volteggia impettita l’aquila del CAI. I lavori in Capanna, che vedranno i materiali edilizi ascendere da Pian Marchisa stivati nei basti del ciuco Romeo e della mula Quetty, hanno felicemente ispirato il presidente del CAI regionale, che ha imbastito (è il caso di dirlo) un progetto di promozione del trasporto someggiato in montagna che coinvolgerà i rifugi dal Tanaro al Sesia, dal Saccarello al Rosa. Tutto questo per colpa di un efficientissimo Scofet, sensale del connubio CAI-Luciano. Oltre a essere l’ardente profeta della locomozione equina in montagna e il futuro animatore del progetto caiano, Luciano è l’allevatore di asini dell’agriturismo Lungaserra (Chiusa Pesio) che si è impegnato a portare a destinazione l’occorrente per il restauro della Capanna: lo farà tra giugno e inizio luglio. Sabbia e ghiaia verranno setacciate in loco: si tengano pronti i volenterosi, cerchino ottime scuse i recalcitranti. L’intera vicenda è stata e sarà scrupolosamente registrata e pubblicizzata dalla sottoscritta (www.dislivelli.eu): vabbè che “al suon d’un raglio non bisogna cetra”, ma magari un po’ d’inchiostro torna utile. Foto
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